Il vino indiano vuole fare sul serio
- Martedì 07 Maggio 2013
L’Indian grape processing board, un comitato alle dipendenze del ministero indiano dell’industria di trasformazione dei prodotti alimentari, sta attualmente lavorando per la creazione di un rinnovato sistema legislativo vinicolo e di un relativo codice di procedure standard per l’industria del vino. Il modello si ispira alle legislazioni vinicole in vigore nell’Unione europea ma anche all’American viticultural area system statunitense e alla Vintners quality alliance canadese e sarà basato sulla identificazione e riconoscimento delle identificazioni geografiche delle regioni indiane produttrici di vino con relativo marchio di distinzione. Grande importanza verrà data al legame vino-territorio, mentre l’indicazione geografica aiuterà a stabilire la qualità del prodotto e a creare una propria identità spendibile internazionalmente.
Dopo essere entrata a pieno titolo nell’Oiv due anni fa, ora l’India sceglie di sviluppare la viticoltura locale e di incrementare i consumi preferendo però la produzione nazionale invece di importare dall’Europa o dal Nuovo mondo. Lo dimostra ad esempio la decisione del gruppo francese Lvmh di investire direttamente in India costruendo una cantina nel Nashik, una delle più rinomate zone vinicole situata a ovest del paese, che garantirà, grazie ai suoi 19 ettari coltivati a Pinot Nero, Chenin Blanc e Chardonnay, una produzione di 50.000 casse all’anno di vino spumante indiano.
Promozione paesi terzi, pubblicato bando 2013/2014
- Venerdì 03 Maggio 2013
Il ministero delle Politiche agricole ha pubblicato sul suo sito il decreto di invito a presentare entro le ore 14 del giorno 28 giugno 2013 le proposte per la promozione sui mercati dei Paesi terzi, Ocm vino 2013/2014, destinate ad un cofinanziamento del 50%. Il comunicato stampa ministeriale rammenta inoltre che per il 2014 sono state assegnate risorse per circa 102 milioni di euro, di cui il 30% destinati al finanziamento di progetti presentati a livello nazionale ed il 70% a livello regionale.
L'invito alla presentazione di tali proposte si inserisce nell'ambito del programma nazionale di sostegno per il periodo 2014/2018. Questa, misura, ricorda la nota ministeriale, negli ultimi anni ha contribuito positivamente alla crescita dell'export vinicolo italiano non solo in contesti commerciali tradizionali e consolidati, come gli Stati Uniti, ma anche nei mercati dei paesi emergenti.
Il Brasile riconosce la protezione all'Aoc Champagne
- Mercoledì 01 Maggio 2013
Lo scorso mese, nel corso di una cerimonia tenutasi presso il consolato francese a San Paolo (Brasile), è stato ufficialmente consegnato ai rappresentanti del Comité interprofessionnel des vins de Champagne (Civc) il certificato di registrazione della indicazione geografica Champagne presso l’istituto brasiliano della proprietà industriale. Da ora in poi è quindi attiva la protezione della denominazione Champagne in tutto il Brasile, un riconoscimento che dovrà permettere una maggiore crescita nelle vendite oltre a una maggiore efficacia nella lotta contro le contraffazioni.
Che il Brasile sia per lo Champagne un mercato promettente lo dimostrano non solo le statistiche, nel 2012 infatti sono state esportate circa un milione di bottiglie contro le 600.000 del 2006, ma anche la decisione del Civc di aprire lo scorso anno un suo ufficio proprio a San Paolo.



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